
Dal dolore
alla speranza.

18 settembre 2009
Anna aveva solo due anni quando se ne è andata.
Anna aveva solo due anni quando se ne è andata, annegando in una piscina. Sono bastati cinque minuti di distrazione e un'ambulanza che non arrivava mai. A noi rimane la grande fortuna di averla avuta, la sensazione precisa che a modo suo sia ancora qui con noi e la certezza di poterla riabbracciare un giorno.
Di fronte alla tragedia della morte di un bambino piccolo si rimane ammutoliti, poi ci si arrabbia, quindi si crolla. Diventa umanamente impossibile stabilirne il significato. Ci si guarda dentro, ma non si trovano le risposte e quello che prima ci sembrava importante e sensato, ora diventa zavorra inutile.
Dopo la disperazione e il dolore che ti fanno toccare il fondo, capisci che l'unica cosa cui la morte dà spazio sono gli affetti, l'altruismo, l'amicizia, l'amore per l'altro: cose che normalmente si vivono con distacco, dall'alto di un atteggiamento di sufficienza, convinti di bastare a se stessi. Eppure qualcosa è successo, e ora in India c'è un orfanotrofio dedicato a lei.
“La morte della nostra piccola Anna ha avuto la capacità di scuotere gli animi, di mettere in moto azioni e comportamenti autentici, di riallacciare vecchie relazioni che sembravano perse, di toccare il cuore delle persone e di metterle tutte insieme a lavorare per qualcosa di importante e bello e significativo. Chi vorrà salire sul carro di questa avventura assieme a noi, sarà il benvenuto… non assicuriamo alcuna comodità, però assieme terremo vivo il ricordo di Anna, daremo un senso alla sua partenza e allargheremo il significato dei nostri orizzonti personali.”
— Valeria, mamma di Anna
Attraverso questo sito informiamo e raccogliamo fondi per il mantenimento dell'orfanotrofio e, quando possiamo — spesso — sosteniamo o creiamo ex novo progetti legati all'infanzia. Grazie a tutti quelli che hanno creduto nella bontà del nostro progetto e che in vario modo continuano a farlo.
Giulio — amico, ex morosiniano e socio fondatore — per motivi di lavoro frequentava spesso l'India. Durante i suoi viaggi ha toccato con mano la realtà dei bambini abbandonati. Dopo la morte di Anna ha comprato un terreno nel villaggio di Pethanaickenpalayam, nel Tamil Nadu, e con l'aiuto di tutto il gruppo ci ha costruito un orfanotrofio.
Al momento della registrazione e legalizzazione della struttura, a norma di legge indiana, Giulio ha deciso di chiamare l'orfanotrofio con il nome di Anna. Da qui è partita l'avventura di Anna4Children, che oggi ospita una trentina di bambine orfane, abbandonate o in difficoltà, attraverso la preziosa gestione delle Suore Salesiane di Chennai.
Non siamo un'organizzazione.
Siamo amici.
Siamo un gruppo di persone che nella vita hanno fatto pezzi di strada insieme. Ex-ragazzi che ai tempi del liceo hanno frequentato il Collegio Navale Francesco Morosini di Venezia, Corso Azzurra 1983–1986.
Forti legami di amicizia e un solido spirito di gruppo ci hanno mobilitati compatti nei giorni successivi al 18 settembre 2009, quando Anna — la figlia di due anni di Pierluigi, nostro compagno di corso, e di sua moglie Valeria — se n'è andata prematuramente. Agli ex compagni di scuola si sono subito uniti amici, parenti e colleghi di lavoro.
È un'avventura di solidarietà e ricordo che va avanti ormai da quasi vent'anni. Attraverso questo sito informiamo e raccogliamo fondi per il mantenimento dell'orfanotrofio e, quando possiamo — spesso — sosteniamo o creiamo ex novo progetti legati all'infanzia. Nessun intermediario. Solo bambine che crescono con dignità.

Italia
Il gruppo di Anna4Children
amici, parenti e colleghi, dal 2009
~30
bambine accolte
orfane, abbandonate o in difficoltà
2011
anno di fondazione
Anna4Children ETS
100%
fondi alle bambine
zero intermediari
Come siamo arrivati fin qui.
2009
La perdita di Anna
Il 18 settembre 2009 Anna Rizzotto, due anni, se ne va in piscina a casa di amici a Dubai. Bastano cinque minuti di distrazione e un'ambulanza che non arriva mai. La famiglia Rizzotto è distrutta dal dolore.
2011
Fondazione di Anna4Children ETS
Un gruppo di amici del Morosini — il collegio navale di Venezia, leva 1983–1986 — si mobilita. Con Giulio Simoni come anima del progetto, nasce Anna4Children ETS per dare un nome e un futuro a bambini dimenticati.
2012
L'India, e la decisione
Giulio, ex morosiniano e socio fondatore, frequenta spesso l'India per motivi di lavoro. Durante i suoi viaggi tocca con mano la realtà dei bambini abbandonati. Decide di comprare un terreno nel villaggio di Pethanaickenpalayam, in Tamil Nadu, e di costruirci un orfanotrofio.
2013–2016
Costruzione della casa protetta Anna Rizzotto
Con l'aiuto di tutto il gruppo e grazie alle donazioni, la casa viene costruita. Al momento della registrazione e legalizzazione della struttura, a norma di legge indiana, Giulio decide di intitolarla ad Anna. Pierluigi porta personalmente 150 kg di vestiti, giocattoli e forniture da Dubai.
2018
Le Suore Salesiane prendono la guida
La gestione quotidiana viene affidata alle Suore Salesiane di Chennai. Sister Shanthi, poi Sister Nirmala, garantiscono continuità educativa e radicamento nella comunità locale.
2023–2025
Espansione e nuovi progetti
Quattro nuove stanze vengono aggiunte al secondo piano. Le ragazze cresciute nell'orfanotrofio iniziano a laurearsi e a trovare lavoro. Anna4Children sostiene anche i Salesiani in Madagascar.
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